martedì 5 febbraio 2013

Wile Coyone - Marco Travaglio - Il F.Q. 5/2/2013


Nel 2001 il sociologo Alessandro Amadori tentò di insegnare alla sinistra italiana come
trattare B.: prenderlo sul serio quando sembra scherzare e ridergli dietro quando sembra
fare sul serio. Non servì a nulla: ancor oggi, dopo vent’anni che lo conoscono (o almeno
dovrebbero), i nostri strateghi fanno l’opposto. Che è esattamente quello che lui spera
che facciano: continuano pervicacemente a cadere sempre nella stessa trappola, come
Wile Coyote contro Beep Beep. Il che spiega perché dal '94 a oggi la sinistra italiana ha
seppellito una dozzina di leader o aspiranti tali, mentre lui è sempre lì. Ora tutti a
scandalizzarsi per la promessa di restituire l’Imu in contanti. Per carità, è giusto che la
libera stampa smonti l’ennesima balla, spiegando che è irrealizzabile non tanto dal punto
di vista tecnico (pure l’eurotassa di Prodi fu restituita), ma da quello finanziario (non c’è
un euro). Lui intanto ha già estratto un nuovo coniglio dal cilindro: il condono tombale,
che è la specialità della casa, anche se lui stesso il 31-3-2008 giurava al corriere.it :
“Basta con la stagione dei condoni. La prossima sarà una stagione di forte contrasto
all’elusione e all’evasione fiscale”. Ora gli strateghi s’indigneranno e spiegheranno come
equalmente il condono sia dannoso e vergognoso: intanto lui avrà già sparato un’altra
decina di cazzate. Perché lui è sempre oltre: ciò che conta è dettare l’agenda e costringere
gli altri a inseguire. Quelli che ancora due mesi fa si bevevano la frottola del suo ritiro
dalla politica e già trafficavano per offrirgli in cambio un salvacondotto. Quelli che non
hanno ancora capito con chi hanno a che fare: sono troppo spocchiosi per imparare
qualcosa, persino da lui. È dal '94 che aspettano di raccattare la vittoria come un diritto
acquisito, senza il minimo sforzo. Perciò, diversamente da Grillo e da B., non
s’abbassano a fare campagna elettorale: se ne stanno lì a ridacchiare degli altri col naso
all’insù, il ditino alzato, la certezza di essere i migliori, il disprezzo per il popolo (non
frequentandolo, non lo conoscono). Grillo? Ma dai, si può avere paura di un comico?
Berlusconi? Ma chi volete che gli dia ancora retta! Montepaschi? Un normale caso di
ladri di polli, la sinistra non c’entra, l’ha scritto Scalfari. I talk show? Ma figuriamoci,
ormai sono morti, l’ha detto anche Saviano, e poi la tv non sposta voti, l’ha detto anche
Battista. La gente capirà, e se non capisce è colpa della gente: vorrà dire che non ci
merita. Intanto il Cainano macina ore e ore di tv e di radio, va persino da Platinette, sfida
Santoro per certificare la propria esistenza in vita, spolvera sedie e prende a cartellate
giornalisti per sembrare simpatico e inoffensivo, butta 20 milioni per Balotelli smentendo
di essere alla canna del gas, riabilita il Duce per acchiappare i voti dei fascisti (ce ne sono
tanti, purtroppo) e poi dice che l’hanno frainteso per non perdere voti antifascisti (ne
ha anche lui, purtroppo). Insomma, come dice Vergassola, mente sapendo di smentire.
Dice tutto e il contrario di tutto per prender voti da chi crede a tutto e da chi crede al
contrario di tutto. E gli altri giù a ridere, senz’accorgersi che parlano sempre di lui, anche
perché di proprio non hanno nulla da dire. Mai un’idea nuova, una promessa spiazzante,
una proposta che sparigli la morta gora del déjà vu. E molte bugie, anche a sinistra e al
centro: ma meno efficaci di quelle di B., che resta il fuoriclasse da battere. Se Bersani
farfuglia “con Vendola per sempre”, quando tutti sanno che dopo il voto imbarcherà
Monti, Casini e Fini, con che faccia dà del bugiardo a B.? E se Monti promette di ridurre
le tasse che lui stesso ha aumentato, dopo aver detto che non si possono ridurre, quando
smentisce B. è il bue che dà del cornuto all’asino. Meno male che si vota fra tre
settimane. Un altro mese e gli strateghi riuscirebbero a regalargli la maggioranza assoluta.

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